il cuore dell’antifurto
caratteristiche comuni tra  centrali
PRINCIPI DI FUNZIONAMENTO


In questa sezione sono elencate le caratteristiche tecniche comuni a gran parte delle centrali antifurto e la terminologia utilizzata dai professionisti. Le centrali antifurto si dividono in 3 categorie: Filari, Miste oppure interamente Radio. 

Alcuni dati statistici 

In Italia, avviene un furto ogni due minuti: i danni provocati dall'intrusione solitamente superano i 2.100,00 Euro. 
E' dimostrato statisticamente, una diminuzione del 70% delle probabilità d'intrusione nelle abitazioni provviste di sistema antifurto o, in ogni caso, il danno subito è inferiore a 1.000,00 Euro: il ladro dispone di poco tempo, prima dell'intervento dei proprietari o delle Forze dell'Ordine. 
L'antifurto deve essere installato da persone affidabili, competenti e specializzate, deve essere un ottimo deterrente contro i tentativi d'intrusione. I rilevatori devono essere scelti con cura, in base all'ambiente cui sono posti a protezione e in funzione del grado di sicurezza richiesta dall'utente finale. 
In commercio vi sono numerosi antifurti a basso costo, in vendita presso ipermercati o centri commerciali, personalmente li sconsiglio poiché il grado di sicurezza è pari al loro valore e se vi sono anomalie difficilmente si trova una persona competente in grado di risolvere il problema occorso! 
Non sempre spendendo meno si ottiene il risultato migliore. 

Programmazione 

La centrale d’allarme è il cuore dell'impianto, gestisce i tempi del sistema, riceve informazioni dai rilevatori, attiva dispositivi elettronici e avvisatori. 
Le nuove centrali dispongono di un microprocessore con memoria EEPROM non volatile, che conserva la programmazione anche in assenza totale di alimentazione. 
Generalmente la scheda madre è fissata, attraverso distanziatori in nylon, all'interno di un armadio metallico o in policarbonato, (in gergo BOX). 
La programmazione delle centrali antifurto si effettua modificando dei valori nelle allocazioni di memoria (passi di programmazione) presenti all'interno della Eeprom. La modifica della programmazione può avvenire attraverso:

    La tasiera     
    Software di gestione con cavo seriale RS232 collegato direttamente al computer o attraverso un                     connettore apposito dotato di chiave di sicurezza
    attraverso una combinazione di deep switch, interruttori on/off (nelle centrali meno evolute)
    con un modem (a distanza) o con apposito programmatore. 

Le istruzioni base di funzionamento, o passi di programmazione, comprendono:
Definizione e nomenclatura delle zone: istantanea, ritardata, 24h ecc.
Attributi di zone (sonora, escludibile)
Tempi di sistema: regolazione del ritardo di entrata/uscita, durata attivazione delle sirene, datario.
Impostazione delle uscite programmabili (attivazione sirena interna ed esterna).
Impostazione delle opzioni di sistema (zone con o senza resistenza di fine linea SEOL, DEOL; guasti sonori o silenziosi; antisabotaggio sonoro o silenzioso). 
Suddivisione delle zone in gruppi per consentire differenti modi d'inserimento: perimetrale. parziale o totale.
Inserimento dei codici di rapporto e tipo di protocollo se antifurto Telesorvegliato.
Programmazione variabili del combinatore telefonico: inserimento dei numeri telefonici da contattare, codice per lo spegnimento ciclo di chiamata registrazione del messaggio da riprodurre.
Creazione di codici numerici per l'inserimento e il disinserimento dell'antifurto
Programmazione piano autoinserimento antifurto.
Programmazione moduli aggiuntivi (espansioni zone, alimentatori supervisionati, tastiere) 

Definizione zone punto 1 

Attribuire funzioni specifiche a ciascun rilevatore collegato ad un ingresso, o zona, della centrale. 
Ad esempio il contatto magnetico presente sulla porta d'ingresso deve essere ritardato per consentire al proprietario di disinserire l'impianto antifurto e spegnerlo senza che si generi alcun allarme. 
Il contatto magnetico presente sulla finestra deve essere immediato in questo modo il malintenzionato che tenta di forzare la finestra protetta, ad impianto inserito, genera immediatamente una segnalazione d'allarme. Le tastiere con display LCD offrono la possibilità di visualizzare la descrizione delle zone aperte o in allarme occorre pertanto in fase di programmazione assegnare i nomi alle zone. 

Attributi zone punto 2 

In alcuni casi è richiesta la modifica di alcuni attributi di zona; ad esempio la finestra della camera da letto potrebbe essere programmata come autoescludibile, in questo modo in estate la finestra potrà rimanere aperta e la centrale non la considera nel sistema; occorre abilitare l’attributo di zona senza fili se si aggiungono rilevatori volumetrici radio.

Tempi di Sistema punto 3 

Ritardo d'ingresso: consente al proprietario di poter raggiungere la tastiera e disinserire l'antifurto, previo immissione del codice segreto, senza generare alcun allarme;
Ritardo d'uscita: permette di inserire l'antifurto e lasciare l'abitazione senza generare alcun allarme; si attiva il conto alla rovescia dei secondi mancanti prima che s’inserisca l’antifurto. 
Durata espressa in minuti di attivazione delle sirene (max 4 minuti per Legge) in seguito ad un tentativo d'intrusione o manomissione;
Datario interno alla centrale antifurto;
Orario di autoinserimento dell'impianto antifurto (se previsto).

Uscite programmabili punto 4 

Le uscite programmabili presenti nella morsettiera della centrale antifurto possono erogare da pochi milliAmpère, sufficienti ad accendere un led per informare che l'impianto è inserito, fino a correnti sufficienti ad eccitare un relè 12/220 Volt che attiva qualsiasi elettrodomestico o impianto luci (carico). 
Di seguito alcuni esempi di passi di programmazione, presenti nel manuale d'installazione di una centrale filare per l'attivazione di una uscita open collector:
Fornisce 12 Volt 50mA durante l'inserimento dell'antifurto (collegando un led, informa se l'impianto è inserito).
Fornisce 12 Volt 50mA quando si preme un pulsante in tastiera (per l'apertura di una elettro-serratura, cancello automatico, o per l'accensione di una luce di cortesia).
Fornisce 12 Volt 50mA mentre l'antifurto è in allarme, fino al disinserimento (accensione di un faretto esterno per telecamere TVCC).
Fornisce 12 Volt 50mA per un periodo programmabile se l'antifurto è in allarme (accensione di un faretto esterno)
Fornisce 12 Volt 50mA durante il ritardo d'entrata o uscita (accensione di una luce di cortesia per visualizzare meglio la tastiera)
Alcune centrali prevedono la possibilità di attivare l'uscita programmabile a distanza attraverso un telefono cellulare o computer, previo inserimento password. Questa funzione è adoperata spesso, nei mesi invernali, per accendere la caldaia nella casa di campagna qualche giorno prima dell'arrivo. 

Opzioni di Sistema punto 5 

Le centrali antifurto sono programmate con alcuni valori standard (default), talvolta occorre modificarli attraverso le opzioni di sistema; si può decidere se utilizzare o meno le resistenze di fine linea o se rendere guasti o manomissioni sonori, se la centrale antifurto deve controllare la linea telefonica. 

Settori o aree di Sistema punto 6

Assegnare a ciascun rilevatore l'area d'inserimento cui appartiene. L’inserimento di differenti aree, o settori, avviene attraverso le chiavi elettroniche (inseritori), codici alfanumerici (tastiere) oppure attraverso telecomandi.
Inserimento totale: tutti gli elementi di rilevazione dell'antifurto sono attivi, qualunque tentativo d'intrusione genera un allarme.
Inserimento perimetrale: solo una parte dei componenti di rilevazione risulta attiva; ad esempio, componendo un codice sulla tastiera si attivano solo i contatti alle finestre, mentre inserendone un altro si attivano solo i rilevatori del secondo piano mentre con il terzo codice si attivano le finestre ed i sensori del primo piano, e così via.

Immissione codici di rapporto punto 7

Per chi usufruisce del servizio di telesorveglianza occorre impostare, durante la fase di programmazione, i codici di rapporto e definire il tipo protocollo di comunicazione da utilizzare. 
Per alcuni formati quali, ad esempio, il "4X2 non esteso, il 3X1" ed altri formati impulsivi, occorre impostare un valore esadecimale per ogni evento che si desidera trasmettere alla centrale di sorveglianza, all'interno delle allocazioni di memoria dedicate. Se, diversamente, si utilizza il protocollo standard "CONTACT-ID", che utilizza le multifrequenze per la comunicazione dell'evento, non occorre inserire alcun valore nelle allocazioni di memoria, in quanto risulta un formato "comprensibile" per qualsiasi tipo di ricevitore digitale. 

Funzioni del combinatore telefonico punto 8

Registrazione del messaggio da comunicare in caso d'allarme.
Inserimento dei numeri da chiamare in caso d’allarme;
Abilitare funzioni quali, ad esempio, l'interrogazione dell'impianto antifurto a distanza, ascolto remoto.

Codici numerici segreti punto 9

Per consentire l'accesso ai locali protetti da antifurto, occorre impostare dei codici alfanumerici per poterli utilizzare su tastiera, programmare le chiavi elettroniche, aggiungere telecomandi per centrali radio.
Codice segreto principale permette di generare nuovi codici utente;
Codice segreto utente per l'inserimento totale, perimetrale o parziale;
Codice segreto anticoercizione (per chi usufruisce del servizio di telesorveglianza)
Autoapprendimento/modifica dei deep switch per includere i telecomandi nel sistema.
Programmazione chiavi elettroniche

Programmi autoinserimento punto 10

Le centrali antifurto prevedono la possibilità di autoinserirsi ad un determinato orario: occorre quindi impostare l’orario e le date d’inserimento.

Moduli aggiuntivi punto 11

Le espansioni ingressi zone, le tastiere, gli inseritori ed altri componenti sono generalmente collegati alla centrale attraverso una linea seriale (BUS) e richiedono una programmazione e di essere collocati in determinate posizioni.


Terminologia: 

Ingressi - Zone 

Con la dicitura: "Centrale a 8 zone" si indica il numero d'ingressi o zone disponibili in centrale, che possono essere una combinazione di sensori volumetrici, contatti magnetici ed altri elementi per la rilevazione d'intrusi; in questo caso il numero massimo di rilevatori gestiti dagli ingressi della centrale sono 8. Ciascun ingresso è indicato nella morsettiera con la dicitura Z1 o IN1 (o similari) ed accanto un morsetto con C o COM o - (o similari)
Nelle centrali filari ad ogni ingresso è possibile collegare più rilevatori (massimo 3) utilizzando il tipo di collegamento definito in Serie: in questo caso, l'attivazione di uno qualunque dei sensori collegati in serie invia un segnale d'allarme alla centrale antifurto. 

Attenzione: 
Sconsiglio di collegare in serie più di tre o quattro contatti magnetici o rilevatori a filo per tapparella, più di tre rilevatori volumetrici (infrarossi, doppia tecnologia o microonde) su un unico ingresso, per due motivi
In caso di guasto, la ricerca del sensore da sostituire diviene difficoltosa e soprattutto per i contatti magnetici perimetrali.
La centrale antifurto, dispone di un alimentatore in grado di erogare la potenza idonea per il numero d'ingressi disponibili in centrale e talvolta non risulta sufficiente; il collegamento di numerosi sensori su singoli ingressi comporta un assorbimento eccessivo da parte del alimentate di centrale, il conseguente sovraccarico si può ripercuotere sul funzionamento dell'intero impianto.
Consiglio di calcolare sempre l'assorbimento totale dei componenti collegati all'alimentatore della centrale antifurto e di utilizzare, eventualmente, un alimentatore supplementare con batteria a tampone; alcune centrali dispongono di alimentatori supervisionati che si collegano al BUS seriale della centrale.


Tipi di rilevatori 

Rilevatore, radar, sensori interni, volumetrici, microonde, infrarosso e doppia tecnologia, sono tutti termini utilizzati per definire una protezione che rileva un movimento e/o una differenza termica o entrambe - doppia tecnologia -:
I sensori a microonda, ad ultrasuoni e doppia tecnologia, rilevano il movimento;
I sensori ad infrarosso e doppia tecnologia rilevano una differenza termica.
Le protezioni perimetrali quali i contatti magnetici per porte e finestre, per basculanti, a filo per tapparella ed alcuni tipi di contatti rottura vetro, non necessitano d’alimentazione permettendo il collegamento multiplo (in serie, massimo tre) su unica zona, senza sovraccaricare l'alimentatore della centrale. 
Nelle centrali radio con logica di autoapprendimento i rilevatori dispongono di un codice interno non modificabile, fornito dalla casa costruttrice, che li distingue fra loro rendendoli "unici"; durante la fase di apprendimento, il rilevatore, trasmette il suo codice univoco alla centrale antifurto che lo assegna ad una zona del sistema. Opposti alla logica di autoapprendimento, sono i rilevatori radio con impostazione del codice attraverso deep switch che permette a più rilevatori di essere programmati su unica zona. 
 

Supervisione Zone 

Centrali filari e miste: 

La centrale d'allarme rileva il tentativo di taglio cavi o di apertura dell'involucro del rilevatore effettuando un controllo istante per istante per ciascun ingresso zona di cui dispone. All'interno del sensore sono presenti i poli del relè d'allarme ai quali si collega in serie una resistenza elettrica, il cui valore è noto e costante; il taglio dei cavi o l'apertura del rilevatore modifica il valore resistivo, generando una segnalazione d'allarme ad antifurto inserito. Il termine supervisione indica la continua misurazione delle resistenze elettriche effettuate dalla centrale antifurto sui morsetti delle zone d'ingresso.



Attenzione: 

Le resistenze elettriche si collegano sulla morsettiera del sensore. Se le resistenze fossero collegate sulla morsettiera della centrale, un malintenzionato potrebbe individuare e cortocircuitare i conduttori che inviano il segnale d'allarme senza che la centrale antifurto se ne accorga. 


Centrali radio e miste: 

La centrale antifurto radio controlla frequentemente la presenza dei componenti di rilevazione appartenenti al sistema: attende un segnale di "Esistenza" chiamato di Supervisione, da parte di ciascun componente. 
La casa costruttrice dei rilevatori radio stabilisce il periodo entro cui gli stessi devono inviare la trasmissione del segnale di esistenza verso la propria centrale antifurto. 
In fase di programmazione occorre specificare il numero di secondi che la centrale deve attendere, prima di visualizzare una condizione di guasto, in seguito alla mancata ricezione del segnale di esistenza di uno o più componenti. 
Ad esempio, il rilevatore invia ogni 15 secondi il segnale di esistenza, valore impostato dalla casa produttrice; l'installatore deve inserire il numero massimo di secondi che la centrale d'allarme deve attendere prima di visualizzare una condizione di guasto supervisione: 45 secondi; se la centrale non riceve almeno un segnale d'esistenza - da parte dei "suoi" rilevatori - entro 45 secondi visualizza il guasto, altrimenti ricomincia il conto alla rovescia.


Configurazione Zone 

La centrale antifurto permette di attribuire una sola funzione per ciascun ingresso o zona; ad esempio, la zona corrispondente al contatto magnetico posto a protezione della porta d'ingresso si programma come Ritardata per consentire all'utente di disinserire l'antifurto senza generare alcun allarme; mentre la zona corrispondente al sensore infrarosso del corridoio si programma con funzione Istantanea, in modo tale che in caso d’intrusione, la centrale antifurto, attiva immediatamente le sirene. 
Una specifica zona definita come ritardata, non può essere programmata come immediata e viceversa. 

Elenco delle funzioni principali programmabili per ogni ingresso:

Ritardata
L'attivazione di questo tipo d’ingresso o zona, ad impianto inserito, avvia un conto alla rovescia indicante il numero dei secondi restanti per il disinserimento dell'antifurto. 
Se il disinserimento dell'antifurto non avviene entro lo scadere del ritardo d'ingresso la centrale attiva le sirene. 
La stessa scansione dei secondi avviene durante il ritardo d'uscita permettendo, all'utente, di lasciare l'abitazione senza generare un allarme. 
Sono programmati in questo modo i sensori e i contatti magnetici posti a protezione di porte d'accesso quali la basculante del box, la porta d'ingresso principale e quella di servizio ecc.
 
Istantanea, Interna, Immediata 
L'attivazione di questo tipo d’ingresso ad impianto inserito genera una immediata condizione d'allarme. 
Sono programmati in questo modo i sensori di movimento ed i contatti magnetici posti a protezione delle finestre e lucernai e locali dell’abitazione.
 
Perimetrale, In casa, Notturno 
Quando si attiva questo tipo d’ingresso, ad impianto inserito, la centrale genera immediatamente un allarme. Il comportamento di tali ingressi è simile agli ingressi istantanei, l'attivazione avviene per mezzo di un tasto o attraverso un codice o un tasto. 
Le centrali che dispongono di due livelli d’inserimento, Totale e Perimetrale, utilizzano questa funzione per attivare, con un codice, una sola parte dei componenti (parte perimetrale). 
Ad impianto inserito in modo perimetrale è consentito soggiornare in un ambiente con attivi ad esempio, i contatti magnetici presenti su finestre e porte, escludendo i rilevatori di movimento, solo per quell’inserimento; in caso d’apertura di porte o finestre la centrale antifurto genera un allarme. Il livello d’inserimento totale prevede l’attivazione di tutti gli elementi dell’impianto.

Di percorso 
Più ingressi programmati in questo modo, creano un "itinerario" da seguire; le zone si devono attivare nell'ordine impostato entro un determinato periodo altrimenti si genera un allarme. Questa funzione è utile quando la tastiera è lontano dalla porta d’ingresso e per accedervi, si devono attraversare più ambienti protetti.

24 ore, Tamper, Manomissione 
Gli ingressi programmati in questo modo, sono utilizzati per i rilevatori antincendio o per i controlli antimanomissione; l'attivazione degli ingressi programmati come 24 ore generano un allarme oppure una segnalazione di guasto anche ad impianto disinserito, sono sempre attivi non si possono escludere.

Programmazione di Fabbrica (Default) 

Le centrali antifurto sono corredate di una programmazione di fabbrica che garantisce il funzionamento dell'antifurto anche in assenza di programmazione. Spesso nella confezione della centrale sono presenti schede di programmazione facilitate che aiutano ad effettuare le modifiche più frequenti e illustrano facili schemi di collegamento. In caso di malfunzionamento del sistema a causa di una errata programmazione il produttore fornisce una procedura per il ritorno alla programmazione di fabbrica o di Default. 

Attenzione: 

Tutte le centrali devono essere supervisionate e programmate da un installatore, onde evitare ripetuti falsi allarmi. Consiglio di annotare tutte le modifiche apportate nella programmazione. 

Memoria Eeprom 

Gli antifurti moderni utilizzano delle memorie Eeprom non volatili in grado di conservare le istruzioni di programmazione anche in assenza totale di alimentazione, rete elettrica e batteria tampone. 

Uscita Relè d'allarme: BELL, N+ 

Tutte le centrali d'allarmi hanno almeno una uscita d'allarme; essa è utilizzata per attivare le sirene o per l'invio del comando d'attivazione al combinatore telefonico. 
Le uscite della centrale d'allarme possono essere di due tipi a relè oppure open collector. 
Le uscite relè sono in grado di attivare direttamente sirene o combinatore, poiché erogano fino a 1A. 
Le uscite open collector forniscono 50mA insufficienti per attivare qualsiasi avvisatore ma sufficienti ad eccitare un relè; in questo caso con l'utilizzo di un relè supplementare ed opportuni collegamenti, le ucite open collector, permettono di comandare qualsiasi carico, ad esempio, in seguito ad un evento, l'accensione di faretti esterni, della caldaia, ecc. 

Filtro di sovratensione 

Alcune centrali antifurto hanno il filtro di sovratensione che protegge la circuiteria interna da fulmini e cariche statiche. Catturano gli impulsi ad alta tensione e li scaricano a massa; sono posti in corrispondenza degli ingressi, delle uscite e nei punti d'alimentazione, solitamente in aggiunta a particolari piastre in metallo che circondano il circuito e terminano a massa. Purtroppo in alcuni casi non sono sufficienti a proteggere  totalmente la centrale antifurto.

Circuito chiave: 

Per inserire o disinserire l'antifurto si utilizzano tastiere, telecomandi oppure chiavi elettroniche, resistive o meccaniche. 
Le tastiere utilizzano codici numerici per abilitare l'inserimento e il disinserimento. 
I telecomandi inviano un codice attraverso le onde radio permettendone l'inserimento, il disinserimento o la parzializzazione, l'attivazione delle sirene o antipanico. 
Le chiavi elettroniche dispongono di un codice univoco, impostato dalla fabbrica, che viene inviato alla centrale quando utilizzata e se riconosciuta inserisce o spegne l’antifurto. 
Le chiavi resistive racchiudono una o più resistenze elettriche (espresse in Ohm) che trovano lo stesso valore resistivo nel circuito in centrale  che provvede ad abilitare l'inserimento o il disinserimento. 
Le chiavi meccaniche, metalliche, svolgono un inserimento di tipo meccanico: acceso – spento. 
In caso di smarrimento di una sola chiave elettronica, resistiva o meccanica occorre eliminarla dall’antifurto (chiavi elettroniche), sostituire il valore resistivo presente in centrale e tutte le chiavi. 


Attenzione: 

Personalmente installo solo centrali con tastiere alfanumeriche che permettono la gestione di numerose funzioni quali ad esempio, la modifica del codice segreto da parte dell'utente. 
Il codice è composto da un minimo di quattro ad un massimo di sei cifre, si può modificare in qualsiasi momento seguendo una breve procedura. 
Ai miei clienti consiglio di cambiare il codice d'accesso periodicamente poiché i tasti che si utilizzano frequentemente sono soggetti ad usura quindi individuabili. 
I telecomandi li utilizzo solo per l'inserimento perimetrale, consigliando al cliente di conservarli in luoghi sicuri all'interno dell'abitazione, poiché i telecomandi si possono smarrire consentendo a chiunque il disinserimento dell'antifurto. 

Codici di accesso principale (Master) e secondario (Slave) 

Si possono programmare più codici con funzioni differenti fra loro. 
Il codice principale è quello in grado di generare e di eliminare tutti gli altri codici e permette di variare e limitare le funzioni dei codici secondari e di modificare alcuni passi di programmazione quali:
L'impostazione data/ora del sistema d'allarme.
La creazione di nuovi codici d’accesso per altri utenti, la modifica, l'eliminazione, definire le limitazioni dei codici slave.
L'esclusione zone durante l'inserimento.
Programmare il codice anti-coercizione che, in caso di pericolo, disinserisce l'impianto, inoltrando una chiamata d'allarme silenzioso verso la centrale di Telesorveglianza.
L'inserimento del codice di servizio o a scomparsa, che si può utilizzare solo per il numero di volte pre-impostato poi automaticamente si disattiva (fornito ad esempio ad un operaio che effettua lavori in casa).
I codici secondari possono inserire e spegnere solo le aree cui sono autorizzati e possono modificare solo il proprio codice numerico.


Attenzione: 

Consiglio di non utilizzare le quattro cifre corrispondenti al Vostro anno di nascita o quello del Vostro matrimonio oppure il codice "1234" in quanto velocemente individuabili, sarebbe meglio un codice totalmente inventato oppure la combinazione del Vostro mese di nascita e quello di un Vostro parente. 


Telesorveglianza - Telegestione - Televigilanza 

Vi sono numerosi servizi offerti dalle Centrali Di Telesorveglianza (C.D.T.), da installatori d'impianti antifurto o da Istituti Di Vigilanza (I.D.V.) per assicurare tempestività d'intervento durante un tentativo di furto oppure in caso di manomissione, aggressione o per una condizione di guasto. 
L'interazione tra centrale antifurto e C.D.T. o installatore avviene per mezzo di un combinatore digitale (modem), spesso inserito all'interno della circuiteria della centrale d'allarme ("a bordo"), in grado di inoltrare una chiamata verso la C.D.T. oppure verso il computer dell'installatore attraverso l'utilizzo linea telefonica PSTN (analogica) oppure GSM (cellulare). 
Gli I.D.V. comunicano per mezzo di ponte radio. 


Schema di collegamento della Centrale antifurto Modulo 8-64I

PRINCIPI DI FUNZIONAMENTO



In questa sezione sono elencate le caratteristiche tecniche comuni a gran parte delle centrali antifurto e la terminologia utilizzata dai professionisti. Le centrali antifurto si dividono in 3 categorie: Filari, Miste oppure interamente Radio.


Alcuni dati statistici


In Italia, avviene un furto ogni due minuti: i danni provocati dall'intrusione solitamente superano i 2.100,00 Euro.

E' dimostrato statisticamente, una diminuzione del 70% delle probabilità d'intrusione nelle abitazioni provviste di sistema antifurto o, in ogni caso, il danno subito è inferiore a 1.000,00 Euro: il ladro dispone di poco tempo, prima dell'intervento dei proprietari o delle Forze dell'Ordine.

L'antifurto deve essere installato da persone affidabili, competenti e specializzate, deve essere un ottimo deterrente contro i tentativi d'intrusione. I rilevatori devono essere scelti con cura, in base all'ambiente cui sono posti a protezione e in funzione del grado di sicurezza richiesta dall'utente finale.

In commercio vi sono numerosi antifurti a basso costo, in vendita presso ipermercati o centri commerciali, personalmente li sconsiglio poiché il grado di sicurezza è pari al loro valore e se vi sono anomalie difficilmente si trova una persona competente in grado di risolvere il problema occorso!

Non sempre spendendo meno si ottiene il risultato migliore.


Programmazione


La centrale d’allarme è il cuore dell'impianto, gestisce i tempi del sistema, riceve informazioni dai rilevatori, attiva dispositivi elettronici e avvisatori.

Le nuove centrali dispongono di un microprocessore con memoria EEPROM non volatile, che conserva la programmazione anche in assenza totale di alimentazione.

Generalmente la scheda madre è fissata, attraverso distanziatori in nylon, all'interno di un armadio metallico o in policarbonato, (in gergo BOX).

La programmazione delle centrali antifurto si effettua modificando dei valori nelle allocazioni di memoria (passi di programmazione) presenti all'interno della Eeprom. La modifica della programmazione può avvenire attraverso:


  1.     La tasiera    

  2.     Software di gestione con cavo seriale RS232 collegato direttamente al computer o attraverso un                     connettore apposito dotato di chiave di sicurezza

  3.     attraverso una combinazione di deep switch, interruttori on/off (nelle centrali meno evolute)

  4.     con un modem (a distanza) o con apposito programmatore.


Le istruzioni base di funzionamento, o passi di programmazione, comprendono:

  1. 1.Definizione e nomenclatura delle zone: istantanea, ritardata, 24h ecc.

  2. 2.Attributi di zone (sonora, escludibile)

  3. 3.Tempi di sistema: regolazione del ritardo di entrata/uscita, durata attivazione delle sirene, datario.

  4. 4.Impostazione delle uscite programmabili (attivazione sirena interna ed esterna).

  5. 5.Impostazione delle opzioni di sistema (zone con o senza resistenza di fine linea SEOL, DEOL; guasti sonori o silenziosi; antisabotaggio sonoro o silenzioso).

  6. 6.Suddivisione delle zone in gruppi per consentire differenti modi d'inserimento: perimetrale. parziale o totale.

  7. 7.Inserimento dei codici di rapporto e tipo di protocollo se antifurto Telesorvegliato.

  8. 8.Programmazione variabili del combinatore telefonico: inserimento dei numeri telefonici da contattare, codice per lo spegnimento ciclo di chiamata registrazione del messaggio da riprodurre.

  9. 9.Creazione di codici numerici per l'inserimento e il disinserimento dell'antifurto

  10. 10.Programmazione piano autoinserimento antifurto.

  11. 11.Programmazione moduli aggiuntivi (espansioni zone, alimentatori supervisionati, tastiere)


Definizione zone punto 1


Attribuire funzioni specifiche a ciascun rilevatore collegato ad un ingresso, o zona, della centrale.
Ad esempio il contatto magnetico presente sulla porta d'ingresso deve essere ritardato per consentire al proprietario di disinserire l'impianto antifurto e spegnerlo senza che si generi alcun allarme.
Il contatto magnetico presente sulla finestra deve essere immediato in questo modo il malintenzionato che tenta di forzare la finestra protetta, ad impianto inserito, genera immediatamente una segnalazione d'allarme. Le tastiere con display LCD offrono la possibilità di visualizzare la descrizione delle zone aperte o in allarme occorre pertanto in fase di programmazione assegnare i nomi alle zone.


Attributi zone punto 2


In alcuni casi è richiesta la modifica di alcuni attributi di zona; ad esempio la finestra della camera da letto potrebbe essere programmata come autoescludibile, in questo modo in estate la finestra potrà rimanere aperta e la centrale non la considera nel sistema; occorre abilitare l’attributo di zona senza fili se si aggiungono rilevatori volumetrici radio.


Tempi di Sistema punto 3


    1. Ritardo d'ingresso: consente al proprietario di poter raggiungere la tastiera e disinserire l'antifurto, previo immissione del codice segreto, senza generare alcun allarme;

    2. Ritardo d'uscita: permette di inserire l'antifurto e lasciare l'abitazione senza generare alcun allarme; si attiva il conto alla rovescia dei secondi mancanti prima che s’inserisca l’antifurto.

    3. Durata espressa in minuti di attivazione delle sirene (max 4 minuti per Legge) in seguito ad un tentativo d'intrusione o manomissione;

    4. Datario interno alla centrale antifurto;

    5. Orario di autoinserimento dell'impianto antifurto (se previsto).


Uscite programmabili punto 4


Le uscite programmabili presenti nella morsettiera della centrale antifurto possono erogare da pochi milliAmpère, sufficienti ad accendere un led per informare che l'impianto è inserito, fino a correnti sufficienti ad eccitare un relè 12/220 Volt che attiva qualsiasi elettrodomestico o impianto luci (carico).
Di seguito alcuni esempi di passi di programmazione, presenti nel manuale d'installazione di una centrale filare per l'attivazione di una uscita open collector:

    1. Fornisce 12 Volt 50mA durante l'inserimento dell'antifurto (collegando un led, informa se l'impianto è inserito).

    2. Fornisce 12 Volt 50mA quando si preme un pulsante in tastiera (per l'apertura di una elettro-serratura, cancello automatico, o per l'accensione di una luce di cortesia).

    3. Fornisce 12 Volt 50mA mentre l'antifurto è in allarme, fino al disinserimento (accensione di un faretto esterno per telecamere TVCC).

    4. Fornisce 12 Volt 50mA per un periodo programmabile se l'antifurto è in allarme (accensione di un faretto esterno)

    5. Fornisce 12 Volt 50mA durante il ritardo d'entrata o uscita (accensione di una luce di cortesia per visualizzare meglio la tastiera)

  1. Alcune centrali prevedono la possibilità di attivare l'uscita programmabile a distanza attraverso un telefono cellulare o computer, previo inserimento password. Questa funzione è adoperata spesso, nei mesi invernali, per accendere la caldaia nella casa di campagna qualche giorno prima dell'arrivo.


Opzioni di Sistema punto 5


Le centrali antifurto sono programmate con alcuni valori standard (default), talvolta occorre modificarli attraverso le opzioni di sistema; si può decidere se utilizzare o meno le resistenze di fine linea o se rendere guasti o manomissioni sonori, se la centrale antifurto deve controllare la linea telefonica.


Settori o aree di Sistema punto 6


Assegnare a ciascun rilevatore l'area d'inserimento cui appartiene. L’inserimento di differenti aree, o settori, avviene attraverso le chiavi elettroniche (inseritori), codici alfanumerici (tastiere) oppure attraverso telecomandi.

    1. Inserimento totale: tutti gli elementi di rilevazione dell'antifurto sono attivi, qualunque tentativo d'intrusione genera un allarme.

    2. Inserimento perimetrale: solo una parte dei componenti di rilevazione risulta attiva; ad esempio, componendo un codice sulla tastiera si attivano solo i contatti alle finestre, mentre inserendone un altro si attivano solo i rilevatori del secondo piano mentre con il terzo codice si attivano le finestre ed i sensori del primo piano, e così via.


Immissione codici di rapporto punto 7


Per chi usufruisce del servizio di telesorveglianza occorre impostare, durante la fase di programmazione, i codici di rapporto e definire il tipo protocollo di comunicazione da utilizzare.
Per alcuni formati quali, ad esempio, il "4X2 non esteso, il 3X1" ed altri formati impulsivi, occorre impostare un valore esadecimale per ogni evento che si desidera trasmettere alla centrale di sorveglianza, all'interno delle allocazioni di memoria dedicate. Se, diversamente, si utilizza il protocollo standard "CONTACT-ID", che utilizza le multifrequenze per la comunicazione dell'evento, non occorre inserire alcun valore nelle allocazioni di memoria, in quanto risulta un formato "comprensibile" per qualsiasi tipo di ricevitore digitale.


Funzioni del combinatore telefonico punto 8


    1. Registrazione del messaggio da comunicare in caso d'allarme.

    2. Inserimento dei numeri da chiamare in caso d’allarme;

    3. Abilitare funzioni quali, ad esempio, l'interrogazione dell'impianto antifurto a distanza, ascolto remoto.


Codici numerici segreti punto 9

Per consentire l'accesso ai locali protetti da antifurto, occorre impostare dei codici alfanumerici per poterli utilizzare su tastiera, programmare le chiavi elettroniche, aggiungere telecomandi per centrali radio.

    1. Codice segreto principale permette di generare nuovi codici utente;

    2. Codice segreto utente per l'inserimento totale, perimetrale o parziale;

    3. Codice segreto anticoercizione (per chi usufruisce del servizio di telesorveglianza)

    4. Autoapprendimento/modifica dei deep switch per includere i telecomandi nel sistema.

    5. Programmazione chiavi elettroniche


Programmi autoinserimento punto 10


Le centrali antifurto prevedono la possibilità di autoinserirsi ad un determinato orario: occorre quindi impostare l’orario e le date d’inserimento.


Moduli aggiuntivi punto 11


Le espansioni ingressi zone, le tastiere, gli inseritori ed altri componenti sono generalmente collegati alla centrale attraverso una linea seriale (BUS) e richiedono una programmazione e di essere collocati in determinate posizioni.



Terminologia:


Ingressi - Zone


Con la dicitura: "Centrale a 8 zone" si indica il numero d'ingressi o zone disponibili in centrale, che possono essere una combinazione di sensori volumetrici, contatti magnetici ed altri elementi per la rilevazione d'intrusi; in questo caso il numero massimo di rilevatori gestiti dagli ingressi della centrale sono 8. Ciascun ingresso è indicato nella morsettiera con la dicitura Z1 o IN1 (o similari) ed accanto un morsetto con C o COM o - (o similari)

Nelle centrali filari ad ogni ingresso è possibile collegare più rilevatori (massimo 3) utilizzando il tipo di collegamento definito in Serie: in questo caso, l'attivazione di uno qualunque dei sensori collegati in serie invia un segnale d'allarme alla centrale antifurto.


Attenzione:

Sconsiglio di collegare in serie più di tre o quattro contatti magnetici o rilevatori a filo per tapparella, più di tre rilevatori volumetrici (infrarossi, doppia tecnologia o microonde) su un unico ingresso, per due motivi

  1. 1.In caso di guasto, la ricerca del sensore da sostituire diviene difficoltosa e soprattutto per i contatti magnetici perimetrali.

  2. 2.La centrale antifurto, dispone di un alimentatore in grado di erogare la potenza idonea per il numero d'ingressi disponibili in centrale e talvolta non risulta sufficiente; il collegamento di numerosi sensori su singoli ingressi comporta un assorbimento eccessivo da parte del alimentate di centrale, il conseguente sovraccarico si può ripercuotere sul funzionamento dell'intero impianto.

Consiglio di calcolare sempre l'assorbimento totale dei componenti collegati all'alimentatore della centrale antifurto e di utilizzare, eventualmente, un alimentatore supplementare con batteria a tampone; alcune centrali dispongono di alimentatori supervisionati che si collegano al BUS seriale della centrale.



Tipi di rilevatori


Rilevatore, radar, sensori interni, volumetrici, microonde, infrarosso e doppia tecnologia, sono tutti termini utilizzati per definire una protezione che rileva un movimento e/o una differenza termica o entrambe - doppia tecnologia -:

  1. I sensori a microonda, ad ultrasuoni e doppia tecnologia, rilevano il movimento;

  2. I sensori ad infrarosso e doppia tecnologia rilevano una differenza termica.

Le protezioni perimetrali quali i contatti magnetici per porte e finestre, per basculanti, a filo per tapparella ed alcuni tipi di contatti rottura vetro, non necessitano d’alimentazione permettendo il collegamento multiplo (in serie, massimo tre) su unica zona, senza sovraccaricare l'alimentatore della centrale.

Nelle centrali radio con logica di autoapprendimento i rilevatori dispongono di un codice interno non modificabile, fornito dalla casa costruttrice, che li distingue fra loro rendendoli "unici"; durante la fase di apprendimento, il rilevatore, trasmette il suo codice univoco alla centrale antifurto che lo assegna ad una zona del sistema. Opposti alla logica di autoapprendimento, sono i rilevatori radio con impostazione del codice attraverso deep switch che permette a più rilevatori di essere programmati su unica zona.



Supervisione Zone


  1. Centrali filari e miste:

    La centrale d'allarme rileva il tentativo di taglio cavi o di apertura dell'involucro del rilevatore effettuando un controllo istante per istante per ciascun ingresso zona di cui dispone. All'interno del sensore sono presenti i poli del relè d'allarme ai quali si collega in serie una resistenza elettrica, il cui valore è noto e costante; il taglio dei cavi o l'apertura del rilevatore modifica il valore resistivo, generando una segnalazione d'allarme ad antifurto inserito. Il termine supervisione indica la continua misurazione delle resistenze elettriche effettuate dalla centrale antifurto sui morsetti delle zone d'ingresso.




Attenzione:


Le resistenze elettriche si collegano sulla morsettiera del sensore. Se le resistenze fossero collegate sulla morsettiera della centrale, un malintenzionato potrebbe individuare e cortocircuitare i conduttori che inviano il segnale d'allarme senza che la centrale antifurto se ne accorga.



  1. Centrali radio e miste:

    La centrale antifurto radio controlla frequentemente la presenza dei componenti di rilevazione appartenenti al sistema: attende un segnale di "Esistenza" chiamato di Supervisione, da parte di ciascun componente.
    La casa costruttrice dei rilevatori radio stabilisce il periodo entro cui gli stessi devono inviare la trasmissione del segnale di esistenza verso la propria centrale antifurto.
    In fase di programmazione occorre specificare il numero di secondi che la centrale deve attendere, prima di visualizzare una condizione di guasto, in seguito alla mancata ricezione del segnale di esistenza di uno o più componenti.
    Ad esempio, il rilevatore invia ogni 15 secondi il segnale di esistenza, valore impostato dalla casa produttrice; l'installatore deve inserire il numero massimo di secondi che la centrale d'allarme deve attendere prima di visualizzare una condizione di guasto supervisione: 45 secondi; se la centrale non riceve almeno un segnale d'esistenza - da parte dei "suoi" rilevatori - entro 45 secondi visualizza il guasto, altrimenti ricomincia il conto alla rovescia.



Configurazione Zone


La centrale antifurto permette di attribuire una sola funzione per ciascun ingresso o zona; ad esempio, la zona corrispondente al contatto magnetico posto a protezione della porta d'ingresso si programma come Ritardata per consentire all'utente di disinserire l'antifurto senza generare alcun allarme; mentre la zona corrispondente al sensore infrarosso del corridoio si programma con funzione Istantanea, in modo tale che in caso d’intrusione, la centrale antifurto, attiva immediatamente le sirene.

Una specifica zona definita come ritardata, non può essere programmata come immediata e viceversa.


Elenco delle funzioni principali programmabili per ogni ingresso:


  1. Ritardata
    L'attivazione di questo tipo d’ingresso o zona, ad impianto inserito, avvia un conto alla rovescia indicante il numero dei secondi restanti per il disinserimento dell'antifurto.
    Se il disinserimento dell'antifurto non avviene entro lo scadere del ritardo d'ingresso la centrale attiva le sirene.
    La stessa scansione dei secondi avviene durante il ritardo d'uscita permettendo, all'utente, di lasciare l'abitazione senza generare un allarme.
    Sono programmati in questo modo i sensori e i contatti magnetici posti a protezione di porte d'accesso quali la basculante del box, la porta d'ingresso principale e quella di servizio ecc.


  1. Istantanea, Interna, Immediata
    L'attivazione di questo tipo d’ingresso ad impianto inserito genera una immediata condizione d'allarme.
    Sono programmati in questo modo i sensori di movimento ed i contatti magnetici posti a protezione delle finestre e lucernai e locali dell’abitazione.


  1. Perimetrale, In casa, Notturno
    Quando si attiva questo tipo d’ingresso, ad impianto inserito, la centrale genera immediatamente un allarme. Il comportamento di tali ingressi è simile agli ingressi istantanei, l'attivazione avviene per mezzo di un tasto o attraverso un codice o un tasto.
    Le centrali che dispongono di due livelli d’inserimento, Totale e Perimetrale, utilizzano questa funzione per attivare, con un codice, una sola parte dei componenti (parte perimetrale).
    Ad impianto inserito in modo perimetrale è consentito soggiornare in un ambiente con attivi ad esempio, i contatti magnetici presenti su finestre e porte, escludendo i rilevatori di movimento, solo per quell’inserimento; in caso d’apertura di porte o finestre la centrale antifurto genera un allarme. Il livello d’inserimento totale prevede l’attivazione di tutti gli elementi dell’impianto.


  1. Di percorso
    Più ingressi programmati in questo modo, creano un "itinerario" da seguire; le zone si devono attivare nell'ordine impostato entro un determinato periodo altrimenti si genera un allarme. Questa funzione è utile quando la tastiera è lontano dalla porta d’ingresso e per accedervi, si devono attraversare più ambienti protetti.


  1. 24 ore, Tamper, Manomissione
    Gli ingressi programmati in questo modo, sono utilizzati per i rilevatori antincendio o per i controlli antimanomissione; l'attivazione degli ingressi programmati come 24 ore generano un allarme oppure una segnalazione di guasto anche ad impianto disinserito, sono sempre attivi non si possono escludere.


Programmazione di Fabbrica (Default)


Le centrali antifurto sono corredate di una programmazione di fabbrica che garantisce il funzionamento dell'antifurto anche in assenza di programmazione. Spesso nella confezione della centrale sono presenti schede di programmazione facilitate che aiutano ad effettuare le modifiche più frequenti e illustrano facili schemi di collegamento. In caso di malfunzionamento del sistema a causa di una errata programmazione il produttore fornisce una procedura per il ritorno alla programmazione di fabbrica o di Default.


Attenzione:


Tutte le centrali devono essere supervisionate e programmate da un installatore, onde evitare ripetuti falsi allarmi. Consiglio di annotare tutte le modifiche apportate nella programmazione.


Memoria Eeprom


Gli antifurti moderni utilizzano delle memorie Eeprom non volatili in grado di conservare le istruzioni di programmazione anche in assenza totale di alimentazione, rete elettrica e batteria tampone.


Uscita Relè d'allarme: BELL, N+


Tutte le centrali d'allarmi hanno almeno una uscita d'allarme; essa è utilizzata per attivare le sirene o per l'invio del comando d'attivazione al combinatore telefonico.

Le uscite della centrale d'allarme possono essere di due tipi a relè oppure open collector.

Le uscite relè sono in grado di attivare direttamente sirene o combinatore, poiché erogano fino a 1A.

Le uscite open collector forniscono 50mA insufficienti per attivare qualsiasi avvisatore ma sufficienti ad eccitare un relè; in questo caso con l'utilizzo di un relè supplementare ed opportuni collegamenti, le ucite open collector, permettono di comandare qualsiasi carico, ad esempio, in seguito ad un evento, l'accensione di faretti esterni, della caldaia, ecc.


Filtro di sovratensione


Alcune centrali antifurto hanno il filtro di sovratensione che protegge la circuiteria interna da fulmini e cariche statiche. Catturano gli impulsi ad alta tensione e li scaricano a massa; sono posti in corrispondenza degli ingressi, delle uscite e nei punti d'alimentazione, solitamente in aggiunta a particolari piastre in metallo che circondano il circuito e terminano a massa. Purtroppo in alcuni casi non sono sufficienti a proteggere  totalmente la centrale antifurto.


Circuito chiave:


Per inserire o disinserire l'antifurto si utilizzano tastiere, telecomandi oppure chiavi elettroniche, resistive o meccaniche.

Le tastiere utilizzano codici numerici per abilitare l'inserimento e il disinserimento.

I telecomandi inviano un codice attraverso le onde radio permettendone l'inserimento, il disinserimento o la parzializzazione, l'attivazione delle sirene o antipanico.

Le chiavi elettroniche dispongono di un codice univoco, impostato dalla fabbrica, che viene inviato alla centrale quando utilizzata e se riconosciuta inserisce o spegne l’antifurto.

Le chiavi resistive racchiudono una o più resistenze elettriche (espresse in Ohm) che trovano lo stesso valore resistivo nel circuito in centrale  che provvede ad abilitare l'inserimento o il disinserimento.

Le chiavi meccaniche, metalliche, svolgono un inserimento di tipo meccanico: acceso – spento.

In caso di smarrimento di una sola chiave elettronica, resistiva o meccanica occorre eliminarla dall’antifurto (chiavi elettroniche), sostituire il valore resistivo presente in centrale e tutte le chiavi.



Attenzione:


Personalmente installo solo centrali con tastiere alfanumeriche che permettono la gestione di numerose funzioni quali ad esempio, la modifica del codice segreto da parte dell'utente.

Il codice è composto da un minimo di quattro ad un massimo di sei cifre, si può modificare in qualsiasi momento seguendo una breve procedura.

Ai miei clienti consiglio di cambiare il codice d'accesso periodicamente poiché i tasti che si utilizzano frequentemente sono soggetti ad usura quindi individuabili.

I telecomandi li utilizzo solo per l'inserimento perimetrale, consigliando al cliente di conservarli in luoghi sicuri all'interno dell'abitazione, poiché i telecomandi si possono smarrire consentendo a chiunque il disinserimento dell'antifurto.


Codici di accesso principale (Master) e secondario (Slave)


Si possono programmare più codici con funzioni differenti fra loro.

Il codice principale è quello in grado di generare e di eliminare tutti gli altri codici e permette di variare e limitare le funzioni dei codici secondari e di modificare alcuni passi di programmazione quali:

  1. L'impostazione data/ora del sistema d'allarme.

  2. La creazione di nuovi codici d’accesso per altri utenti, la modifica, l'eliminazione, definire le limitazioni dei codici slave.

  3. L'esclusione zone durante l'inserimento.

  4. Programmare il codice anti-coercizione che, in caso di pericolo, disinserisce l'impianto, inoltrando una chiamata d'allarme silenzioso verso la centrale di Telesorveglianza.

  5. L'inserimento del codice di servizio o a scomparsa, che si può utilizzare solo per il numero di volte pre-impostato poi automaticamente si disattiva (fornito ad esempio ad un operaio che effettua lavori in casa).

I codici secondari possono inserire e spegnere solo le aree cui sono autorizzati e possono modificare solo il proprio codice numerico.



Attenzione:


Consiglio di non utilizzare le quattro cifre corrispondenti al Vostro anno di nascita o quello del Vostro matrimonio oppure il codice "1234" in quanto velocemente individuabili, sarebbe meglio un codice totalmente inventato oppure la combinazione del Vostro mese di nascita e quello di un Vostro parente.



Telesorveglianza - Telegestione - Televigilanza


Vi sono numerosi servizi offerti dalle Centrali Di Telesorveglianza (C.D.T.), da installatori d'impianti antifurto o da Istituti Di Vigilanza (I.D.V.) per assicurare tempestività d'intervento durante un tentativo di furto oppure in caso di manomissione, aggressione o per una condizione di guasto.

L'interazione tra centrale antifurto e C.D.T. o installatore avviene per mezzo di un combinatore digitale (modem), spesso inserito all'interno della circuiteria della centrale d'allarme ("a bordo"), in grado di inoltrare una chiamata verso la C.D.T. oppure verso il computer dell'installatore attraverso l'utilizzo linea telefonica PSTN (analogica) oppure GSM (cellulare).

Gli I.D.V. comunicano per mezzo di ponte radio.



Schema di collegamento della Centrale antifurto Modulo 8-64I

Morsettiera principale di una centrale antifurto 

RING, TIP, R1, T1, sono i poli della morsettiera dedicati all'ingresso e uscita della linea telefonica. Sono utilizzati per consentire il collegamento della centrale antifurto con una centrale di telesorveglianza. Il collegamento con la linea telefonica permette all'installatore di effettuare la telegestione e al proprietario d'interagire con l'antifurto attraverso un telefono a toni (cellulare). 
La telegestione è un servizio che il vostro installatore vi può proporre, offre la possibilità di modificare i passi di programmazione, d'inserire l'antifurto e di attivare un carico (caldaia, irrigazione) collegato alla centralina, caricare la memoria eventi e di verificare le condizioni di guasto.. L'installatore, attraverso particolari modem (velocità di trasmissione di 150-300 Bps), compone il numero telefonico cui è collegata la centrale antifurto e una volta avvenuta la connessione, computer e centralina si scambiano i dati attraverso un software di gestione. 
Un tipo di centrale che installo, mi permette d'informare il cliente che sono in collegamento con il suo antifurto attraverso un messaggio che compare sulla tastiera LCD dell'impianto. 

I morsetti definiti Z1, COM ...... Z8, COM, sono gli ingressi per il collegamento dei rilevatori filari. 
Alcune centrali d'allarme richiedono la resistenza di fine linea (EOL) altre accettano circuiti normalmente chiusi (SEOL); il valore del relè d'allarme tra i morsetti ALL e COM (misurato con un TESTER in modalità misuratore di resistenze) nei sensori di movimento, in uno stato di quiete è pari a 0 (chiuso) che diventa 1 in caso d'allarme.  

Schema di collegamento con resistenze di fine linea

Morsettiera principale di una centrale antifurto


  1. RING, TIP, R1, T1, sono i poli della morsettiera dedicati all'ingresso e uscita della linea telefonica. Sono utilizzati per consentire il collegamento della centrale antifurto con una centrale di telesorveglianza. Il collegamento con la linea telefonica permette all'installatore di effettuare la telegestione e al proprietario d'interagire con l'antifurto attraverso un telefono a toni (cellulare).
    La telegestione è un servizio che il vostro installatore vi può proporre, offre la possibilità di modificare i passi di programmazione, d'inserire l'antifurto e di attivare un carico (caldaia, irrigazione) collegato alla centralina, caricare la memoria eventi e di verificare le condizioni di guasto.. L'installatore, attraverso particolari modem (velocità di trasmissione di 150-300 Bps), compone il numero telefonico cui è collegata la centrale antifurto e una volta avvenuta la connessione, computer e centralina si scambiano i dati attraverso un software di gestione.
    Un tipo di centrale che installo, mi permette d'informare il cliente che sono in collegamento con il suo antifurto attraverso un messaggio che compare sulla tastiera LCD dell'impianto.

  2. I morsetti definiti Z1, COM ...... Z8, COM, sono gli ingressi per il collegamento dei rilevatori filari.
    Alcune centrali d'allarme richiedono la resistenza di fine linea (EOL) altre accettano circuiti normalmente chiusi (SEOL); il valore del relè d'allarme tra i morsetti ALL e COM (misurato con un TESTER in modalità misuratore di resistenze) nei sensori di movimento, in uno stato di quiete è pari a 0 (chiuso) che diventa 1 in caso d'allarme. 


Schema di collegamento con resistenze di fine linea

Nei morsetti BELL + e BELL - si deve collegare la sirena interna piezoelettrica: si può collegare direttamente il polo positivo e negativo direttamente alla morsettiera della centrale, se l'assorbimento della sirena è inferiore a quello che fornisce centrale. 

I morsetti PGM sono uscite programmabili e possono erogare pochi milliWatt sufficienti ad accendere un led per informare che l'impianto è inserito ma anche sufficienti ad eccitare un relè che attraverso opportuni collegamenti permette di comandare qualsiasi carico, ad esempio l'accensione di faretti esterni, della caldaia, ecc. 

Schema di collegamento uscite programmabili
  1. Nei morsetti BELL + e BELL - si deve collegare la sirena interna piezoelettrica: si può collegare direttamente il polo positivo e negativo direttamente alla morsettiera della centrale, se l'assorbimento della sirena è inferiore a quello che fornisce centrale.


  1. I morsetti PGM sono uscite programmabili e possono erogare pochi milliWatt sufficienti ad accendere un led per informare che l'impianto è inserito ma anche sufficienti ad eccitare un relè che attraverso opportuni collegamenti permette di comandare qualsiasi carico, ad esempio l'accensione di faretti esterni, della caldaia, ecc.


Schema di collegamento uscite programmabili


I morsetti denominati RED BLK YEL GRN sono il BUS seriale, che consente di ampliare le potenzialità del sistema, attraverso l'aggiunta di moduli, quali schede d'espansione zone, tastiere supplementari, ricevitori radio, moduli in sintesi vocale, automatismi.

I morsetti denominati AUX + e - si utilizzano per fornire alimentazione ai rilevatori.

I morsetti denominati AC si utilizzano per collegare il trasformatore in dotazione 16V c.a.


  1. I morsetti denominati RED BLK YEL GRN sono il BUS seriale, che consente di ampliare le potenzialità del sistema, attraverso l'aggiunta di moduli, quali schede d'espansione zone, tastiere supplementari, ricevitori radio, moduli in sintesi vocale, automatismi.


  1. I morsetti denominati AUX + e - si utilizzano per fornire alimentazione ai rilevatori.


  1. I morsetti denominati AC si utilizzano per collegare il trasformatore in dotazione 16V c.a.